Procedura Civile

Notifica appello tributario a mezzo poste private - inesistenza della notifica - sussiste

In tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che l'art. 4, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 261 del 1999, che ha liberalizzato i servizi postali, stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla l. n. 890 del 1982

Civile Ord. Sez. 6 Num. 21884 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: SOLAINI LUCA
Data pubblicazione: 07/09/2018

ORDINANZA
sul ricorso 20655-2017 proposto da:
P. A., nella qualità di titolare della cessata ditta individuale Agriturismo _______, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CAIO MARIO n.27, presso lo studio dell'avvocato FRANCESCO A. MAGNI, che lo rappresenta e difende unitamente e disgiuntamente all'avvocato ALESSANDRO GARIBOTTI;
- ricorrente -
contro
COMUNE GALLICANO, in persona del Sindaco e legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II n.18, presso lo studio GREZ & ASSOCIATI S.R.L., rappresentato e difeso dall'avvocato LEONARDO MASI;
- controricorrente -
avverso la sentenza n. 332/31/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE di FIRENZE, depositata il 06/02/2017;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del 05/07/2018 dal Consigliere Dott. LUCA SOLAINI.

Svolgimento del processo

Con ricorso in Cassazione affidato a un motivo, nei cui confronti il comune di Gallicano ha resistito con controricorso, il ricorrente impugna la sentenza della CTR della Toscana, relativa ad alcuni avvisi d'accertamento Tarsu tia per gli anni 2008-2012, dove si è fatta questione della ritualità e tempestività della notifica del ricorso introduttivo, a mezzo corriere privato.
Il ricorrente deduce il vizio di violazione di norme di diritto, in particolare, dell'art. 21 del d.lgs. n. 546/92, in relazione all'art. 360 primo comma n. 3 c.p.c., in quanto, erroneamente, i giudici d'appello avevano ritenuto che la notifica del ricorso introduttivo a mezzo corriere privato fosse stata tardiva, perché valendo come consegna diretta presso lo sportello dell'ente impositore doveva considerarsi eseguita al momento della ricezione dell'atto da parte dell'ente (cioè, l'8.5.13) e non al momento della consegna del plico all'agente postale (cioè, il 6.5.13), con conseguente tardità dell'impugnazione, che sarebbe stata proposta oltre il 60° giorno dalla notifica dell'atto impositivo (avvenuta il 6.3.13).

Motivazione

Il motivo è infondato.
Secondo l'orientamento di questa Corte, in tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che l'art. 4, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 261 del 1999, che ha liberalizzato i servizi postali, stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla l. n. 890 del 1982 (Cass. ord. n. 19467/16, 23887/17, Cass. sez. un. 13452/17, 15347/15, 27021/14, ord. n. 2262/13, 3932/11, 11095/08, 20440/06, contra Cass. n. 2922/15, non condivisa dal Collegio, in quanto del tutto marginale nel panorama giurisprudenziale; in proposito, a conferma dell'orientamento consolidato, v. Cass. sez. un. 13453/17). É, inoltre, irrilevante rispetto agli atti processuali, la parziale modifica dell'art. 4 del d.lgs. n. 261/99 ad opera dell'art. 1 comma 4 del d.lgs. n. 58/11.

Appare, inoltre, necessario, per completezza espositiva, dar conto su come incida su tale univoco orientamento e, quindi, sulla decisione della presente controversia, l'entrata in vigore della legge annuale per il mercato e la concorrenza.
La l. 4 agosto 2017, n. 124, all'art. 1, comma 57, lett. b) ha disposto, con decorrenza dal 10 settembre 2017, l'abrogazione dell'art. 4 del d.
1gs. 22 luglio 1999, n. 261.
Tale abrogazione espressa comporta, quindi, la soppressione dell'attribuzione in esclusiva alla società Poste Italiane S.p.A., quale fornitore del servizio postale universale, dei servizi inerenti le notificazioni e comunicazioni di atti giudiziari, ai sensi della l. n. 890/1982, nonché dei servizi inerenti le notificazioni delle violazioni al codice della strada ai sensi dell'art. 201 del d. lgs. n. 285/1992.
Detta abrogazione, opera, peraltro, come espressamente sancito dalla succitata norma, con decorrenza dal 10 settembre 2017.
Ciò comporta che alcuna efficacia retroattiva, dovendosi escludere natura interpretativa alla succitata disposizione, possa essere riconosciuta a detta abrogazione, secondo il principio generale di cui all'art. 11, comma 1, delle disposizioni preliminari al codice civile, in relazione al tempo in cui avvenne la notifica del ricorso da parte del ricorrente avverso la cartella di pagamento impugnata, avvalendosi di licenziatario privato per il relativo invio raccomandato.
Inoltre, bisogna evidenziare come il comma 57 dell'art. 1 della l. n. 124/2017 abbia un contenuto più ampio e debba essere letto in combinato disposto con il comma 58 della citata norma.
Il comma 57 succitato, prevede, infatti, altresì, che all'art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 261/1999 è aggiunto, in fine, per quanto qui rileva, il
seguente periodo: «il rilascio della licenza individuale per i servizi riguardanti le notificazioni dì atti a mezzo della posta connesse con la notificazione di atti giudiziari di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890 (...), deve essere subordinato a specifici obblighi del servizio universale con riguardo alla sicurezza, alla qualità, alla continuità, alla disponibilità e all'esecuzione dei servizi medesimi», stabilendo ancora il successivo comma 58 che «Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge» (cioè dal 29 agosto 2017) «l'autorità
nazionale di regolamentazione di cui all'articolo 1, comma 2, lettera quater) del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261» «determina, ai
sensi dell'articolo 5, comma 4, del predetto decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261 e successive modificazioni, sentito il Ministero della
giustizia, gli specifici requisiti e obblighi per il rilascio delle licenze individuali relative ai servizi di cui all'articolo 5, comma 2, secondo periodo, del medesimo decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 26, introdotto dal comma 57 del presente articolo; con la stessa modalità l'Autorità determina i requisiti relativi all'affidabilità, alla professionalità e all'onorabilità di coloro che richiedono la licenza individuale per la fornitura dei medesimi servizi».
Ciò induce a ritenere che, fino a quando non saranno rilasciate le nuove licenze individuali relative allo svolgimento dei servizi già oggetto di riserva sulla base delle regole da predisporsi da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ai sensi della succitata norma, debba trovare ancora conferma l'orientamento sinora espresso in materia dalla giurisprudenza di questa Corte innanzi citato.

Nel caso di specie, premesso che il ricorso introduttivo sarebbe tardivo — per decorso dei 60 gg. - anche a voler considerare il giorno di consegna del plico (6.5.13) rispetto alla data di notifica dello stesso (6.3.13), è pacifico tra le parti che il procedimento di notificazione del ricorso introduttivo è stato eseguito tramite agenzia privata, quindi, con modalità non contemplate dall'ordinamento, con conseguente inesistenza giuridica della relativa notifica (Cass. ord. n. 23887/17, v. anche Cass. sez. un. n. 14916/16, in particolare, v. §2.8 lett. a).
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.
Va dato atto della sussistenza dei presupposti, per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

PQM

Rigetta il ricorso
Condanna il ricorrente a pagare al comune di Gallicano, in persona del Sindaco pt, le spese di lite del presente giudizio che liquida nell'importo complessivo di € 2.300,00, oltre € 200,00 per esborsi, oltre il 15% per spese generali, oltre accessori di legge.
Ai sensi dell'art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, a nonna del comma 1 — bis dello stesso articolo 13.
Così deciso in Roma, alla camera di consiglio del giorno 5.7.2018
Pubblicato in data 7/09/2018



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