Le sentenze di luglio

Le sentenze pubblicate nel sito durante il mese di luglio.

CORTE DI CASSAZIONE

Civile


Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Ordinanza 17235/18 del 02.07.2018
Ai fini del perfezionamento della notifica, in caso di consegna della raccomandata a familiare convivente del destinatario dell'atto, è necessaria la spedizione della raccomandata informativa.


Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Ordinanza 17303/18 del 02.07.2018
"In tema di agevolazioni tributarie, il rimborso d'imposta di cui all'art. 1, comma 665, della L. n. 190 del 2014, a favore dei soggetti colpiti dal sisma siciliano del 13 e 16 dicembre 1990, può essere richiesto sia dal soggetto che ha effettuato il versamento (cd. sostituto d'imposta) sia dal percipiente delle somme assoggettate a ritenuta (cd. "sostituito") nella sua qualità di lavoratore dipendente."

Corte di Cassazione - Sez. Prima civile -Ordinanza 17281/18 del 02.07.2018
"La controversia avente ad oggetto la restituzione di un suolo, ovvero il risarcimento del danno per la perdita della proprietà del medesimo, occupato d'urgenza, per l'esecuzione di un intervento di edilizia residenziale pubblica, in forza di una dichiarazione di pubblica utilità, ancorchè illegittima, è devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, stante il collegamento della realizzazione dell'opera fonte di danno con la dichiarazione suddetta, senza che rilevi la qualità del vizio da cui sia affetta quest'ultima."

Corte di Cassazione - Sez. Prima civile -Sentenza 17280/18 del 02.07.2018
"In tema di obbligazioni pecuniarie ed in ipotesi di ritardato pagamento, la richiesta degli interessi moratori e quella di risarcimento del maggior danno - di cui, rispettivamente, al primo e secondo comma dell'art. 1224 cod. civ. - trovano comune origine e presupposto nell'inadempimento colposo del debitore. Ne consegue che, salvo che il danneggiato abbia, nel primo giudizio, precisato di limitare la sua pretesa risarcitoria alla sola prima voce riservandosi di agire separatamente per il ristoro dell'altra e la controparte non abbia sollevato contestazioni al riguardo, le relative pretese, riferendosi ad una situazione giuridica unitaria, non sono frazionabili processualmente ed il giudicato formatosi sulla domanda di interessi moratori, che costituisce appunto pronuncia sul diritto al risarcimento del danno per inadempimento di obbligazione pecuniaria, preclude la possibilità di chiedere in un successivo giudizio il maggior danno."

Corte di Cassazione - Sez. Seconda civile -Ordinanza 18027/18 del 09.07.2018
"Nell'ipotesi in cui il procuratore della parte non si presenti all'udienza di precisazione delle conclusioni o, presentandosi, non precisi le conclusioni o le precisi in modo generico, vale la presunzione che la parte abbia voluto tenere ferme le conclusioni precedentemente formulate."

Corte di Cassazione - Sez. Seconda civile -Ordinanza 18861/18 del 16.07.2018
"L'esperimento di uno specifico mezzo di impugnazione determina la consumazione del potere processuale che compete alla parte ma non esclude che, fino a quando non intervenga una declaratoria d'inammissibilità del rimedio esperito per primo, possa proporsi una nuova impugnazione, a condizione che, però, quest'ultima risulti tempestiva non in relazione al termine annuale, ma quello breve decorrente dalla data di proposizione della prima impugnazione"


Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Sentenza 19535/18 del 23.07.2018
In tema di assunzione a termine di lavoratori subordinati per ragioni di carattere sostitutivo, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 214 del 2009, con cui è stata dichiarata infondata la questione di legittimità costituzionale del D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 1, comma 2, l'onere di specificazione delle predette ragioni è correlato alla finalità di assicurare la trasparenza e la veridicità della causa dell'apposizione del termine e l'immodificabilità della stessa nel corso del rapporto. Pertanto, nelle situazioni aziendali complesse, in cui la sostituzione non è riferita ad una singola persona, ma ad una funzione produttiva specifica, occasionalmente scoperta, l'apposizione del termine deve considerarsi legittima se l'enunciazione dell'esigenza di sostituire lavoratori assenti - da sola insufficiente ad assolvere l'onere di specificazione delle ragioni stesse - risulti integrata dall'indicazione di elementi ulteriori (quali l'ambito territoriale di riferimento, il luogo della prestazione lavorativa, le mansioni dei lavoratori da sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro) che consentano di determinare il numero dei lavoratori da sostituire, ancorché non identificati nominativamente, ferma restando, in ogni caso, la verificabilità della sussistenza effettiva del prospettato presupposto di legittimità

Corte di Cassazione - Sez. Sesta civile -Ordinanza 19531/18 del 23.07.2018
La mera inerzia del lavoratore dopo la scadenza del contratto a termine è di per sè insufficiente a ritenere sussistente una risoluzione del rapporto per mutuo consenso mentre grava sul datore di lavoro, che eccepisca tale risoluzione, l'onere di provare le circostanze dalle quali possa ricavarsi la volontà chiara e certa delle parti di volere porre definitivamente fine ad ogni rapporto di lavoro.

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